Dal 1869 al 1904 la popolazione in Argentina aumentò ben cinque volte. Molti gli Italiani immigrati da Liguria, Piemonte, Lombardia, che, in seguito a un peggioramento delle loro condizioni di vita, cercavano lavoro lontano.

Al loro arrivo venivano accolti dal Hotel de Inmigrantes , ( llegada de los inmigrantes ) nel porto di Buenos Aires, ma poi dovevano cercarsi un’abitazione. Il conventillo diventò la dimora piu’ abituale e popolare.
Il conventillo era “un lugar o casa de la vecindad de aspecto pobre y con muchas habitaciones, en cada una de las cuales vive uno o varios individuos” ( Jose Gobello )
Era un edificio, inizialmente residenza di una famiglia dell’alta borghesia, poi anche costruito appositamente, costituito da una serie di stanze, in ognuna delle quali viveva una famiglia, con servizi in comune.
Il conventillo aveva quasi sempre un grande cortile rettangolare con delle vasche in cemento al centro, per lavare panni e persone, gabinetti in fondo, e l’appartamento del custode verso la strada.
Le stanze si allineavano intorno al cortile, a volte chiuse solo da tende di paglia, con un piano superiore accessibile da un corridoio aperto comunicato con il cortile da una o due scale di ferro.
Non c’era limite alla quantità di persone che potevano occupare una stanza, normalmente tra una e cinque o sei, includendo numerosi bambini. La vita sociale si svolgeva nel cortile, dove gli ambulanti italiani parcheggiavano inoltre i loro carretti.
Nei cortili le note e i passi del tango uniscono le persone più di quel castigliano sgrammaticato che ciascuno si sforza di parlare…
Questi tipi di case erano molto comuni nel quartieri di Montserrat, Balvanera, Constitución, Barracas e La Boca.
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